Medesima Unione Europea: due prospettive diverse

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Come viene vista l’Unione Europea in Irlanda?
È ormai da tre mesi che vivo nella contea di Wexford, nella Repubblica d’Irlanda, e anche se potrebbe sembrare un periodo molto breve, penso di avere colto il pensiero generale decisamente positivo – dei cittadini irlandesi riguardo l’Unione Europea: infatti ultimamente è un argomento particolarmente discusso, per via della separazione dall’UE del Regno Unito, e quindi anche della parte dell’isola che appartiene a quest’ultimo.
Durante questi mesi ho avuto modo di studiare a scuola parte della storia irlandese, soffermandomi specialmente sul conflitto secolare tra irlandesi e inglesi.
Mi chiedo se l’altissimo indice di gradimento verso l’Unione Europea che c’è qui in Irlanda sia dovuto a ciò: è come se, in modo più o meno inconscio, i due popoli siano sempre di visioni opposte e quindi, come avviene con una bilancia, tanto uno si dimostra anti-europeista, tanto l’altro si deve dimostrare in netto contrasto, e quindi europeista.
Come viene vista l’Unione Europea in Italia?
Tutti noi, in quanto cittadini europei, godiamo di vantaggi basilari che ormai diamo per
scontati: viviamo in un continente in cui regna la pace, facciamo parte della maggiore
economia del mondo e siamo liberi di vivere e viaggiare in altri paesi dell’Unione Europea.
In un contesto internazionale nel quale le spinte protezionistiche delle grandi potenze economiche stanno crescendo, lo spazio europeo integrato rappresenta una importante garanzia.
Sul piano politico l’Italia , media potenza con debole potenziale militare e inserita in un’area geopolitica ad alto tasso di turbolenza, rischia seri fallimenti se agisce da sola. È facile concludere che l’Italia senza l’Europa sarebbe molto più fragile ed esposta a rischi economici e politico-strategici.
Un occasione in cui l’Unione Europea è stata di grande aiuto all’Italia si è presentata con il “Recovery Plan”: l’UE aveva previsto di dare un prestito monetario all’Italia in modo da farci risollevare almeno in parte dalla crisi causata dall’epidemia odierna.
Con il passare degli anni, viaggiare in Europa è diventato sempre più facile; infatti, la
maggioranza dei paesi dell’Unione Europea e alcuni paesi terzi hanno eliminato i controlli reciproci alle frontiere grazie all’appoggio di Schengen( 1985) che fu il primo accordo per l’abolizione dei controlli alle frontiere e fu firmato da 26 paesi tra cui anche l’Italia.
Grazie all’unione europea molti giovani si avvalgono della libertà di circolazione nei paesi dell’ UE. Ciò ci conferisce il diritto di studiare e formarci in qualunque paese dell’Unione Europea alle stesse condizioni dei cittadini di quel paese. Ci permette anche di lavorare in ogni paese dell’unione europea senza alcuna discriminazione o alcun disagio sociale per noi stranieri; genera un ambiente sicuro che ci permette di conoscere culture diverse dalle nostre.
Inoltre grazie al mercato unico UE è possibile far circolare liberamente non solo le persone, ma anche le merci, i servizi e i capitali.
Anche sotto il punto di vista della sanità, in quanto cittadini dell’Unione Europea se ci troviamo in altri paesi dell’UE e abbiamo bisogno di assistenza sanitaria ci è garantita: siamo così tutelati in casi di malattia, danni o infortuni.
L’unione europea ci offre numerosissime possibilità: riguardo all’educazione noi giovani ci sentiamo molto spronati a viaggiare e studiare in un ambiente internazionale dove possiamo incontrare tanti coetanei che come noi provengono da paesi diversi. Come abbiamo visto dall’ultimo incontro di Eurodesk, l’Unione Europea ha creato un sito internet rivolto a noi giovani affinché potessimo partecipare a progetti di volontariato in giro per l’Europa.
Un’ultima considerazione va al sentimento patriottico di noi cittadine dell’Unione Europea nei confronti di essa: sebbene riconosciamo i valori e i principi che legano l’Unione Europea e che la rendano una così importante organizzazione, il sentimento patriottico che proviamo verso l’Unione Europea non sarà mai eguagliato da quello che proviamo verso la nostra Italia.